REGOLE GLOBALI. MA CHI LE RISPETTA?

Singapore ha proposto alle Nazioni Unite una Convenzione internazionale sulla sicurezza dell’AI.

L’obiettivo è ambizioso: costruire standard comuni, meccanismi di verifica e, in prospettiva, una governance internazionale per i sistemi più avanzati.

Ma c’è un punto che merita attenzione.

USA e Cina, i due principali protagonisti della corsa all’AI, non hanno aderito alla recente iniziativa internazionale per rafforzare il controllo sui frontier model.

Ed è qui che la questione diventa interessante anche con la lente del Project Management.

Possiamo definire standard, procedure di testing, comitati e sistemi di reporting.

Ma un controllo esiste davvero solo se qualcuno ha accesso, autorità e accountability per esercitarlo.

È una distinzione fondamentale.

La governance non è soltanto stabilire delle regole. È creare le condizioni perché quelle regole funzionino quando servono.

Con l’AI il rischio è costruire architetture di governance sofisticate sulla carta, mentre i sistemi più avanzati continuano a svilupparsi dentro logiche prevalentemente nazionali e competitive.

Forse, allora, il vero problema non è più trovare principi condivisibili.

È capire chi avrà realmente il potere (e la legittimità) per farli rispettare.

Può esistere una governance globale dell’AI senza il pieno coinvolgimento di USA e Cina?


Pubblicato originariamente su LinkedIn il 27/09/2026. Visualizza il post originale.

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