AI Society Radar — Il vero rischio

AI: il vero rischio è perdere il controllo?

Le dimissioni di Jacob Coxon, ricercatore che ha lavorato in OpenAI e Anthropic, hanno riacceso una discussione che merita qualcosa di più dei soliti scenari apocalittici sull’Intelligenza Artificiale.

Coxon ha espresso forti preoccupazioni sulla corsa verso sistemi sempre più autonomi e capaci di migliorare le proprie prestazioni, mentre le garanzie sulla nostra capacità di comprenderli, controllarli e mantenerli allineati agli obiettivi umani non avanzano necessariamente alla stessa velocità.

Non sappiamo se gli scenari estremi ipotizzati da alcuni ricercatori si realizzeranno. E trasformare probabilità soggettive in previsioni sarebbe un errore.

Ma il problema che sollevano è concreto.

La capacità tecnologica sta crescendo più velocemente della nostra capacità di governarla?

È una domanda che riguarda anche chi oggi introduce l’AI nelle organizzazioni.

Da Project Manager vedo una dinamica familiare: aumentare le capability senza sviluppare contemporaneamente controllo, gestione del rischio e accountability significa accumulare debito di governance.

E con sistemi sempre più autonomi quel debito potrebbe diventare molto costoso.

Per questo la discussione sull’AI non può fermarsi a cosa può fare.

Dobbiamo chiederci anche quale autonomia vogliamo concederle, come ne verifichiamo le decisioni, quali meccanismi di controllo manteniamo e chi risponde quando qualcosa va storto.

Capability, alignment e governance devono quindi evolvere insieme.

Perché governare l’AI dopo averne dispiegato pienamente le capacità potrebbe essere il più grande errore di project management della trasformazione digitale.


Pubblicato originariamente su LinkedIn il 10/09/2026. Visualizza il post originale.

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